19 dicembre 2007

Osservazione della Luna da Piazza

San Francesco

 

 

Difficile non ripetersi ricordando l’articolo ”Momenti di gloria astrofila” pubblicato nel numero di marzo-aprile 2007 della rivista “Astronomia UAI” (in cui si rendeva conto di un’osservazione pubblica effettuata dal parcheggio di un Ipermercato).

Ma dobbiamo fare attenzione a evitare toni troppo roboanti, a impugnare la clava della “Sidewalk Astronomy” e sperimentarla a destra e a manca, emuli della scimmia di “2001 Odissea nello spazio”, esposta agli insegnamenti del monolito alieno ...

É stata comunque un’osservazione di grande suggestione, che ha riunito gli astrofili delle associazioni ARAR e ALPA sotto alla comune bandiera della divulgazione dell’astronomia, del voler regalare alla gente affaccendata che ci passa vicino un’immagine dell’universo che ci circonda.

Suggestivo il luogo, e per più di un motivo.

La vicinanza alla tomba di Dante Alighieri non poteva esimerci dal cercare uno spunto astronomico nella Divina Commedia, anche se a suo tempo non tutti gli astrofili presenti sono stati estremamente diligenti nello studio scolastico del Sommo Poeta.

Uno dei nostri più dotti colleghi ha individuato due endecasillabi del canto XVII del Purgatorio che ben si adattavano al tema di questa osservazione, cioè il nostro satellite naturale:

“La Luna quasi a mezza notte, tarda,

facea le stelle a noi parer più rade”

 

La Chiesa di San Francesco, annessa al Convento, rappresenta un punto fondamentale dell’astronomia amatoriale ravennate: in questo convento visse dal 1954 al 1982 il frate francescano Giovanni Lambertini (1916-1997), che trasmise la sua passione per l’astronomia (anzi, per l’intera scienza) a un’intera generazione di astrofili e il cui entusiasmo fu determinante per la nascita dell’ARAR, la prima associazione di astrofili della nostra città e che ad oggi è viva e vegeta ed ha la sua sede presso il Planetario Comunale.

Di anni ne sono passati, e solo gli astrofili che hanno passato gli “anta” hanno un ricordo di prima mano: a maggior ragione è bello mantenere il ricordo di Padre Giovanni, una persona ricca e generosa, che ha seminato molto senza fermarsi mai a raccogliere.

Con i suoi telescopi, le radio, le macchine elettriche, i microscopi, le lampade a raggi X, le antenne, i meccanismi del suo Presepe Meccanico, ha incuriosito, interessato, coinvolto, crediamo di non esagerare, migliaia di persone.

Un luogo del centro storico di Ravenna, città che non ha grandi spazi aperti ed è perciò difficile alla divulgazione con il telescopio, ha goduto per una sera della luce della Luna (molto alta nel cielo in queste serate di tardo autunno) e della presenza di molti telescopi.

Abbiamo contato 1 telescopio Newton, 3 binocoli, 4 rifrattori e 2 Schmidt Cassegrain.

Tutti si sono adoperati per coinvolgere il numeroso pubblico nell’osservazione della Luna (con una variante su Marte, resosi visibile verso la fine della serata).

Vogliamo solo ricordare il nostro Paolo A., che ha scelto la serata per rinnovare il suo nuovo telescopio, un magnifico Schmidt Cassegrain da 200 mm di diametro: un bagno di fotoni dal cosmo che si è riversato su di lui e sui suoi numerosi ospiti.

Un ringraziamento speciale alla signora Daniela, moglie di Paolo A., che si è prodigata nell’organizzazione e nella riuscita della serata, e all’Archidiocesi di Ravenna che ci ha concesso di occupare la piazza per questa iniziativa.

Per concludere, un appuntamento ricco di interesse e di significato, che ha soddisfatto organizzatori e pubblico, e che contiamo di ripetere l’anno prossimo.

 

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