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381: Astronomia: almanacco 2002

L’almanacco dell’Unione Astrofili Italiani dell’anno 2002, giunto alla sua ventitreesima edizione, è proposto nell’oramai tradizionale suddivisione riguardo alle sezioni pianeti, occultazioni, meteore, comete, asteroidi e stelle variabili mentre è parzialmente rinnovato nella parte riguardante i fenomeni astronomici e, anche se in piccola parte, nelle tabelle riguardanti il Sole ed alla Luna.
In particolare, in Sostituzione all’elenco cronologico dei fenomeni astronomici, sono proposte due pagine con l’elenco dei principali aspetti spettacolari del cielo nel 2002. La parte e solo descrittiva mentre per aspetti più dettagliati su congiunzioni, fasi, e altri fenomeni geocentrici ed eliocentrici riguardanti Luna e pianeti si è preferito trattare separatamente gli argomenti inserendoli nei capitoli riguardanti le rispettive sezioni.




382: Guida turistica del cielo copertina



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383: I quanti e la vita

Tre vivaci scritti raccolgono i ricordi di Bohr sui momenti salienti e i principali protagonisti della genesi e dello sviluppo della moderna fisica atomica e nucleare: Rutherford, Heisenberg, i celebri congressi Solvay, le pazienti e pur emozionanti ricerche e discussìoni di fisici di tutti i paesi.
Ma il tema principale dei volume è così indicato nelle parole di Louis de Broglie: "La vita ci appare sotto aspetti contrari: ora sembra ridursi a un insieme di processi fisico-chimici, ora assume caratteri di dinamismo evolutívo che trascende la fisica-chirnica. Non si hanno qui - si chiede Bohr - due aspetti complementari della realtà, in analogía alla complementarità dei due aspetti, ondulatorio e corpuscolare, delle entità fisiche? Per ridurre il funzionamento di un vivente a processi fisico-chimici bisognerebbe sottoporre ogni sua minima parte a isolamento e analisi fisico-chimica autonoma; una tale forma di indagine avrebbe però per effetto, ancor prima d'essere terminata, la morte dei vivente, ossia la scomparsa di quel dinamismo organizzatore che vogliamo indagare. Se invece si rispetterà - per seguire il funzionamento dei dinamismo vitale - l'integrità dei tessuti e delle cellule dei vivente, l'analisi fisico-chimica resterà corrispondentemente incompleta.-




384: Geometria intuitiva

David Hilbert, primo e maggiore esponente del formalismo - cioè della tendenza filosofica che vorrebbe escludere dalle matematiche ogni ricorso all'esperienza sensibile dando ad esse un fondamento puramente logico fu tuttavia ben consapevole dell'importanza dello studio intuitivo come premessa ad ogni studio astratto, e successivamente alla sistemazione assiomatica da lui esposta nei Fondamenti della geometria, volle mostrare in questo libro come dal punto di vista geometrico sia possibile avere un quadro di tutte le matematiche molto più comprensibile di quello offerto dal punto di vista analitico.
Come dice il titolo, nel presente volume gli argomenti della geometria sono esposti per mezzo di concetti intuitivi e della diretta esperienza spaziale delle forme, senza servirsi dell'analisi matematica neppure per quelle parti della geometria per cui si usa ricorrere esclusivamente al calcolo. Oltre al notevole valore di suggerimento didattico, il modo profondo e insieme semplice della trattazione è tale da destare interesse anche nel lettore non matematico. I fondamenti di topologia di Aleksandrov con cui termina il volume sono stati scritti come complemento alla trattazione di Hilbert in un settore delle matematiche che tanta importanza ha acquistato nel corso di questo secolo.

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385: Che cos'è la matematica?

Opera eccellente che dovrebbe trovarsi sul tavolo di ogni studioso, qualora si tendesse a, restituire alla matematica il posto che ebbe per duemila anni nel patrimonio intellettuale delle persone colte: il che, come osservano gli autori, è auspicabile sotto tanti aspetti. È un libro di elevata divulgazione, ma nel quale persino gli specialisti possono trovare prospettive, scorci, idee di notevole interesse. Le conoscenze presupposte sono quelle del nostro insegnamento liceale. Tuttavia l'opera non può leggersi come saggio di scienza più o meno romanzata o agghindata all'Algarotti. Essa richiede una certa maturità e qualche sforzo di pensiero per la penetrazione dei concetti fondamentali. Personalmente sono entusiasta dell'apporto che questo libro dà alla campagna che vado conducendo contro il soverchio e pericoloso astrattismo della matematica contemporanea. L'analisi critica dei fondamenti e dei concetti è stata ed è preziosa, ma essa non deve farci trascurare l'attività creatrice, che deve procedere con fare più libero. Applaudo perciò vivamente quando leggo che la tendenza odierna per la generalità, rappresenta soltanto un lato della questione, poiché la vitalità della matematica dipende decisamente dalla fisionomia individuale dei problemi e dei metodi.[ Francesco Severi]




386: La sintesi einsteinianaa

Max Born, analizza e interpreta in quest'opera la teoria della relatività di Einstein. Il risultato è senza dubbio il più lucido e chiarificatore dei libri scritti per spiegare il passaggio dalla fisica classica a quella relativistica: per la sua completezza e accessibilità finisce con l'essere una vera e propria storia dell'evoluzíone della fisica. Inizia infatti dall'esposizione dei concetti e delle operazioni fondamentali, dalle misure di spazio e di tempo, dagli assiomi della geometria euclidea, cioè dall'astronomia tolemaica e copernicana, per arrivare ai concetti di massa, inerzia, forza, quantità di moto, cioè al sistema del mondo newtoniano. Quindi, attraverso l'esposizione della teoria corpuscolare e ondulatoria della luce, la descrizione della misura della sua velocità e l'illustrazione dell'elettrodinamica (teoria elettromagnetica della luce, etere elettromagnetico, massa elettromagnetica, ipotesi di contrazione) e delle geometrie non euclidee, può passare alla teoria della relatività speciale e generale, al continuo spazio-temporale, alle implicazioni cosmologiche, agli scopi della teoria dei campo unificato.

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copertina 387: La causalità
Inquadrandola nel contesto più esteso dei determinismo, Bunge studia in questo libro una categoria posta dalla speculazione filosofica tradizionale a fondamento dell'intera scienza: quella di nesso causale. Termini di riferimento del suo studio sono da un lato le opposte formulazioni dei causalisti (da Aristotele a Kant, a Planck, a Meyerson) e degli acausalisti (da Hume a Bertrand Russell, ai sostentori dell'interpretazìone “di Copenaghen” della meccanica quantistica, agli empiristi logici), dall'altro gli enunciati della scienza, intesi nella più ampia delle accezioni compatibili con ì requisiti di rigore che la definiscono. Il problema della causalità non è quindi formulabile per Bunge negli schemi di un'astratta ricostruzione logica: le interconnessioni dei discorso scientifico sono troppo complesse perché sia possibile proiettarle sul piano di una mera analisi formale. Questa va quindi integrata prendendo in esame gli effettivi risultati e metodi della scienza. Soltanto in tal modo potrà porsi il problema dei numerosi livelli che strutturano il discorso scientifico e quello dei salti qualitativi che rendono discontinuo il passaggio dall'uno all'altro di tali livelli. Né diversamente potrà dispiegarsi agli occhi del filosofo l'intero spettro delle categorie della determinazione, quali ad esempio quella statistica, il cui impiego è oggi rilevantissimo, e quella teleologica, usata nello studio degli esseri viventi. La causalità non occupa nel discorso scientifico una posizione privilegiata, né d'altra parte è possibile prescinderne senza rendere la considerazione di tale discorso parziale: la categoria di causa va affiancata ad altre categorie che, a livelli per lo più di complessità maggiore, articolano la nostra ricostruzione concettuale dei mondo.



388: Introduzione alla fisica atomica

Particelle radiazioni onde quanti antimateria relatività parità stranezza simmetria spettri reticoli tracce... Sono concetti che troviamo spesso usati.
Ma come hanno avuto origine? A che corrispondono? Quali sono stati gli esperimenti? Quali i fatti? Quali gli strumenti?
Il notissimo libro di Tolansky guida il lettore alla comprensione dei fondamenti della fisica atomica, presentandoli nel loro sviluppo cronologico e facendo un uso molto limitato della matematica. L'opera, che non tralascia le informazioni di carattere pratico, costituisce un'esposizione organica della fisica atomica “classica”, e ha soprattutto la caratteristica di non citare alcuna legge senza dire chiaramente con quali tecniche siano state eseguite le misure su cui si fonda. Una delle difficoltà maggiori per chi si accosta alla fisica delle particelle è quella di capire il nesso tra le tecniche sperimentali e le equazioni. Questo volume può aiutare a colmare la lacuna: non è un libro di epistemologia e non si propone di trattare a fondo la costruzione teorica dei concetti che usa, ma per la sua chiarezza e la sua precisa descrizione degli esperimenti non lascia però al lettore quella sensazione di campato in aria che spesso ha chi è costretto ad apprendere una disciplina sperimentale come questa unicamente per mezzo dei libri.

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copertina 389: La legge fisica



390: I concetti matematici elementari della fisica

Tutti i concetti di cui viene fatto uso in questo volume trovano nei vari capitoli una limpida definizione: la lettura può quindi essere affrontata senza alcuna conoscenza specifica nel campo della matematica o in quello della fisica. Tra argomenti generalmente presentati come isolati, quali la relazione pitagorica, il concetto di vettore, i problemi d'urto, e la loro trattazione relativistica esistono nessi sostanziali.
La caratteristica e il pregio di questo volume sono la fantasia e l'originalità con cui tali nessi vengono esplicitati e con cui si mostra come l'uso della matematica permetta con economia di pensiero di trarre conclusioni valide su una grande varietà di argomenti. La prima parte dei libro, quella più “pitagorica” è la più avvincente. Chiunque nel corso dei suoi studi si sia dovuto barcamenare a trovare una correlazione tra le varie definizioni di vettore, o abbia il gusto delle dimostrazioni geometriche “intelligenti”, sarà grato al Friedrichs.
Dalla seconda parte non ci si attenda una trattazione della relatività: è solo un esempio di come una struttura concettuale rigorosa permetta di affrontare un problema anche in un campo che non viene trattato per esteso.

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