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891: Rassegna del cinema di fantascienza

Raccolta dei 22 fascicoli editati nel 1995 a corredo di altrettante videocassette di fantascienza (presenti in biblioteca, vedi elenco nella sezione "Videocassette VHS").
La racolta è corredata da un indice analitico degli articoli pubblicati, delle schede dei film (176), dei quiz (352), dei ritratti di attori e rigisti e delle numerose foto.




892: Il vagabondo delle scienze

Più di sessanta brevi saggi di Asimov, tra i più interessanti e sempre attuali.
Vagabondando fra temi scientifici cruciali, opinioni e spiegazioni della scienza, l'autore affronta argomenti affascinanti, quali i buchi neri, le stelle di neutroni e l'iperspazio, Sherlock Holmes come chimico, i trasporti e il futuro, il turismo sulla Luna, l'era degli anziani, l'individualismo futuribile, il mondo computerizzato, la tecnofobia, l'ingegneria batterica, la vita sulla Terra, i problemi demografici, il futuro dei mezzi di comunicazione, la vita su un insediamento spaziale, l'utilità degli investimenti nello spazio, bellezza, arte e scienza, e si pone interrogativi di bruciante attualità, come: “è saggio per noi stabilire contatti con civiltà più progredite?” e “chi vuol essere clonato?”.

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893: Odissea nello spazio 2001 - 2010 - 2061 - 3001

Tutto cominciò quattro milioni di anni fa con l'apparizione inquietante di un monolito, struttura alieno dotato di straordinari poteri che accese la scintilla dell'intelligenza nelle scimmie trasformandole in esseri umani. All'alba dei ventunesimo secolo un identico monolito nero trovato sulla luna segnò l'inizio dell'avventura del comandante Dave ßowman, dei suo vice Frank
Poole e del supercomputer Hal a bordo dell'astronave Discovery.
Era questo il mondo di 2001: “Odissea nello spazio”, capolavoro della narrativa fantascientifica celebrato dall'indimenticabile film di Stanley Kubrick.
In un magistrale equilibrio tra proiezione scientifica e immaginazione Arthur C. Ciarke, il più grande scrittore di fantascienza dei nostri tempi, dette seguito alla leggendaria saga dedicata al futuro con altri appassionanti episodi: “2010: Odissea due”, “2061: Odissea tre”, “3001: Odissea finale”.
Raccogliendo per la prima volta i quattro romanzi, il volume offre ai lettori il racconto completo della più straordinario esplorazione dei misteri insondabili dell'universo e dell'eterno appassionante confronto tra l'uomo e l'ignoto.




894: Leopardi e il principio di inutilità

Contro il predominio dell'utile nella cultura moderna, più volte Giacomo Leopardi ha opposto nei suoi pensieri il valore dell'inutilità poetica, che mirando soltanto al diletto si avvicina al «fine delle cose umane» (come egli dichiara in un punto dello Zibaldone).
Nelle proprie strategie culturali e nei suoi stessi comportamenti il poeta dei “Canti” tende a richiamarsi, in termini espliciti o allusivi, a un originale «principio di inutilità», dal quale deduce il senso paradossale della sua opera ed esistenza nel secolo votato al progresso e all'utilitarismo delle scienze.
Il libro di Rolando Damiani, che negli ultimi anni ha maneggiato le carte leopardiane forse più di qualsiasi altro studioso, esamina le dichiarazioni teoriche relative a questo principio e le occasioni in cui esso è stato quasi sbandierato (ad esempio, in una lettera programmatica a Vieusseux o nella presentazione di una rivista soppressa sul nascere dalla censura toscana).
La preminenza dell'inutile, esteticamente inteso, è un'idea basilare e sistematica cui Leopardi si attiene nella sua vicenda intellettuale e biografica. I capitoli di questo volume, dedicati a temi ed episodi rimasti un po' in ombra nella pur vasta esegesi leopardiana, illustrano, in tale chiave, vari momenti della riflessione del poeta-filosofo sulla società e sulle arti, e le testimonianze di coerenza al «principio di inutilità» offerte dalla sua stessa vita privata. Con dedica dell'autore.

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895: Asahiflex & Asahi Pentax 1952-1975

Realizzato dall'Asahi Optical Historical Club a partire da un testo originale di Danilo Cecchi, questo libro tratta la storia delle reflex Asahiflex e Asahi Pentax, dei loro obiettivi e degli accessori.
Dario Bonazza ha contribuito con ricerca storica, integrazioni di testi, tabelle, fotografie ed illustrazioni.
La prima parte del volume, dopo una sezione dedicata ai prototipi, procede con alcuni capitoli dedicati agli obiettivi, nelle loro varie incarnazioni: Takumar, Auto Takumar, Super Takumar, SMC Takumar. Anche qui c'è un elenco molto dettagliato delle varie ottiche prodotte, con dati tecnici e schema ottico. Dopo un breve capitolo dedicato agli accessori, infine, ci sono tre pagine dedicate ai modelli successivi al periodo delle reflex a vite: è una panoramica veloce ma completa dei prodotti Asahi (poi direttamente Pentax) fino all'ultima nata, la reflex digitale.
La seconda parte del volume, che contiene le schede relative alle fotocamere, così come schede e tabelle similari per gli accessori (esposimetri, soffietti, ecc.) e gli obiettivi, ed una sezione dedicata ai prototipi succedutisi nel tempo. A concludere il testo troviamo diverse tabelle dedicate ai primati tecnologici di Asahi nel tempo (molto più numerosi di quanto si creda: verrebbe da dire che più uno conosce la storia della fotografia, più dovrebbe ammirare Asahi), una breve guida alla conservazione ed al restauro delle apparecchiature, una bibliografia, ed un elenco di indirizzi (centri assistenza, siti Internet, distributori, ecc.) utili per orientarsi nel mondo Pentax.
Con dedica di Dario Bonazza all'associazione che l'ha visto protagonista in anni ormai lontani.



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896: Lo spettacolo cosmico

Esiste un cielo notturno per i Fenici, per i Greci, per i Babilonesi. È lo stesso che scorgiamo ogni notte anche oggi nelle metropoli contemporanee, o che osserviamo meglio quando siamo all’aperto. Eppure quella volta celeste non è mai la stessa: le costellazioni cambiano nome rimandando a epiche e mitologie diverse, i punti cardinali mutano e le congiunzioni tra le stelle variano. In realtà a cambiare non sono le stelle, la posizione del sole o della luna ma il modo di «descrivere» il cielo. Perché, quando a gruppi di stelle attribuiamo una figura (le costellazioni) ciò che facciamo è «scrivere sul cielo». Da queste diverse forme di osservazione del cielo, visibile a occhio nudo di notte, derivano vere e proprie «cosmogonie», narrazioni collettive che determinano una diversa relazione fra cielo e terra.
Questo libro rappresenta una vera introduzione alla «teoria del cielo», nel senso originario del termine, ovvero della contemplazione della volta celeste – archetipo della conoscenza intesa come azione che ordina arbitrariamente il mondo.
È scritto per un lettore che sia anche l’osservatore di quel sublime spettacolo rappresentato dal cielo notturno, dalle costellazioni, dai pianeti, dalla via lattea. Per coloro cui piace orientarsi con il sole, la luna e le stelle. Ma anche per coloro che avrebbero voglia di farlo e non hanno mai osato.
Un libro che è insieme un manuale per l’osservazione del cielo di oggi (contiene oltre 300 mappe stellari e indicazioni sul riconoscimento dei pianeti e della costellazioni a occhio nudo), ma anche una magnifica testimonianza sulle mitologie e le narrazioni applicate alla volta celeste. Con disegni di Roberto Gelini



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897: Dove viviamo
(catalogo della mostra)

“Dove viviamo” è l'esito della prima tappa di un progetto pluriennale, ideato da Cesare Fabbri e Silvia Loddo e sviluppatosi nell'ambito delle politiche dei l'amministrazione comunale rivolte alla valorizzazione ed alla promozione dei giovani artisti, che prevede la realizzazione di campagne fotografiche sulla città di Ravenna e i suoi dintorni, finalizzate a documentare la quotidianità e le trasformazioni della città.
Il progetto rientra nell'attività di studio e ricerca proposta dal l'associazione culturale Osservatorio Fotografico, laboratorio permanente di documentazione e diffusione della cultura fotografica nel territorio, e permette a giovani fotografi locali di produrre un lavoro e presentarlo con una mostra e un catalogo monografico.
Il tema scelto per la prima campagna fotografica è quello relativo agli spazi urbani dove si manifesta con maggiore evidenza l'emergenza dei nuovi luoghi di culto. I fotografi sono stati invitati a indagare su due aree urbane specifiche, a partire ciascuno dalle proprie linee di ricerca: la zona artigianale e commerciale “Bassette” e l'area di accesso est al centro storico, dove, poco distante dalle due chiese dedicate al culto degli ortodossi, si trova il Planetario, sul quale ha scelto di concentrarsi Luca Nostri, pensando a un possibile punto di vista alternativo per l'osservazione dei cielo.
Nel catalogo sono presenti quattordici fografie a colori del Planetario, dei suoi ambienti e dalla sua fauna.




898: Mercury 13
la vera storia di tredici donne e del sogno di volare nello spazio

Il volume si presenta come un romanzo, un racconto avvincente, narrato con proprietà di linguaggio. Le pagine scivolano via con le avventure e i test in cui le tredici ragazze si sono dovute cimentare, senza tralasciare i retroscena e gli intrecci politici che l’avventura spaziale ha sempre trascinato con sé, andando a scavare nelle sensazioni e nella psicologia di questo gruppo eterogeneo di donne raccolte da un’unica passione, il volo, e un unico sogno: diventare astronauta.
Pure la breve referenza iconografica (16 pagine patinate con molte foto delle protagoniste) aiuta a calarsi in quegli anni emozionanti. E a questo proposito un plauso va anche alla traduttrice che ha fatto un ottimo lavoro, mantenendo l’atmosfera anni ’60 del racconto.
In sostanza è un libro molto bello, assolutamente consigliato a chi è appassionato di argomenti spaziali, ma anche a chi ama leggere dei romanzi avvincenti, con quel qualcosa in più che hanno le storie vere. E questa è la vera Storia!

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899: Edwin Hubble “Io e il Big Bang”

Le “interviste impossibili” sono una invenzione della Rai del 1973. Andavano in onda su Radio2. Tra gli autori ci furono scrittori famosi: Italo Calvino, Andrea Camilleri, Guido Ceronetti, Alberto Arbasino, Umberto Eco. Ancora più celebri erano i personaggi “intervistati”, veri o immaginari che fossero: Napoleone, Pitagora, Freud, Casanova, persino Nostradamus e l'Uomo di Neandertal. Ma su quasi cento intervistati, ci fu un solo astronomo: Nicolò Copernico.
Si occupò di lui Luigi Santucci, uno dei migliori narratori del Novecento. In questo libretto l'autore immagina di intervistare l'astronomo Edwin Hubble (1889 - 1953) seduto dietro la scrivania del suo studio.
Ha l'aspetto di un personaggio borghese grande e grosso, armeggia continuamente con la pipa, risponde con un modo di fare un po' presuntuoso e sprezzante. Il giornalista, seduto su uno sgabello davanti alla scrivania, pone le domande sommessamente, con timore reverenziale, pur reagendo alle risposte più brusche.
Su una comoda poltrona a lato della scrivania di Hubble, un po' defilato, apparentemente immerso nella lettura di un libro, c'è Albert Einstein. Di tanto in tanto, come se la stanza fosse deserta, si alza e va a scrivere qualche formula su una lavagna, la cancella e torna a sedersi.
Per i due interlocutori, Hubble e il giornalista, è come se Einstein fosse invisibile ma di tanto intanto interviene con qualche breve commento.




900: De cursu Solis
Medieval azimuthal sundials

La monografia n.10 della “The British Sundial Society” è tutta opera di Mario Arnaldi, autore della meridiana del planetario.
In lingua inglese, è tutta dedicata alla gnomonica: dal bastone primitivo infisso nel suolo alle iscrizioni e ai diagrammi dei quadranti medioevali.

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