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61: Un viaggio tra le stelle

L'orologio cosmico, il Tempo, cominciò a scandire il primo secondo 15 miliardi di anni fa. È una delle scoperte fatte in questi ultimi dieci anni che hanno visto l'astronomia vivere una rivoluzione almeno pari a quella copernicana, che pose la Terra nel suo giusto ruolo di granello di sabbia sulla spiaggia dell'oceano cosmico.
Ogni giorno il cielo presenta un volto nuovo, con stelle che scompaiono nel nulla, altre che esplodono come fantastici fuochi d'artificio e altre ancora che emettono segnali più precisi di qualsiasi cronometro terrestre. Di stelle e pianeti, di galassie e quasar, di pulsar e buchi neri ci danno notizia anche i mezzi di grande comunicazione: i quotidiani, i rotocalchi, la radio, la televisione.
Cento scienziati tra i più noti e i più prestigiosi sono le guide ideali di questo viaggio. Scivolando a 300 mila chilometri al secondo, raggiungiamo la Luna in un secondo e tre decimi; in cinque ore usciamo dal sistema solare e dopo quattro anni arriviamo alla stella più vicina, Alfa Centauri. Ogni minuto ci lasciamo alle spalle 18 milioni di chilometri di buio e di silenzio, perché incontriamo una stella soltanto ogni cinque anni di corsa, nonostante la Via Lattea ne contenga circa 200 miliardi. Dopo 80 mila anni di viaggio alla velocità della luce, ci troviamo di fronte al regno senza confini di altri miliardi di miliardi di galassie come la nostra. Ci troviamo di fronte agli stessi interrogativi che da sempre l'uomo si pone: Quai è l'origine dell'Universo? Come nasce e muore una stella? Dove vanno le galassie? Cos'è un buco nero? C'è vita sugli altri mondi?




62: Il planetario di Milano
Alla generosa Milano, mia patria adozione, dono, con animo riconoscente, il Planetario. Giacché sta per venire il tempo che non mi darà più tempo, mi è caro consacrare alla Scienza tutto quello che posso considerare personalmente mio: i risparmi della mia vita parsimoniosa e laboriosa, interamente dedicata alla divulgazione dei libro scientifico. Ho pensato che a questa mia Milano, così fervida di opere, si addicesse bene un nuovo istituto destinato a polarizzare le discipline fisiche e naturali, alle quali l’attività di un popolo, rifatto giovine e forte, ê indissolubilmente legata. Ed ho pure creduto che per la città, che studia e lavora intensamente, la conoscenza dell’astronomia potesse costituire, attraverso la contemplazione dell’infinito ordine del Creato, la più riposante elevazione spirituale.
Nell’atto di consegnare questo Planetario col relativo edificio al Municipio di Milano, al quale lo affido, mi preme ringraziare:
- S.E. l’on. Benito Mussolini, che, promovendo l’istituzione dei Planetario a Roma, promosse in me la prima idea del Planetario milanese;
- il Podestà e le Autorità municipali di Milano, che assegnarono al Planetario una sede ideale nei Giardini Pubblici, e facilitarono le pratiche burocratiche;
- il Prof. Emilio Bianchi, Direttore dell’ Osservatorio di Brera, che alla creazione e alla futura attività di questo Tempio degli Astri prestò e presterà la sua preziosa opera direttiva;
- il Prof. Architetto Piero Portaluppi, che ideò e disegnò con classica eleganza l’architettura del fabbricato;
- l’Architetto E. Ernst, che dopo aver visitato ed esaminato altri Planetari esistenti all’estero, curò e concretò l’organamento tecnico ed i servizi sussidiari, compresi gli adattamenti che permetteranno la proiezione cinematografica di film scientifici;
- la Ditta Figli di Pietro Castelli, che accudì, con la tradizionale valentìa all’opera edilizia;
- l’istituto Zeiss, costruttore dell’apparecchio di proiezione, ideato dal Dottor Bauersfeld. [Ulrico Hoepli]

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copertina 63: L'Astronomia - annata 1982



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