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1231: L'altra metà del cielo
l'epopea delle donne volanti




1232: Storia dell'astronomia
dalle origini ai giorni nostri

La scoperta dei cielo. Una storia, due autori. Giacomo Leopardi, Margherita Hack, solo in apparenza fra loro estranei e lontani. Li unisce in realtà la passione per l’astronomia.
La prima parte dei libro, che giunge sino agli inizi dell’Ottocento, appartiene a Giacomo Leopardi che la scrisse (1813) prodigiosamente all’età di quindici anni, valendosi di quanto, oltre alla celeberrima biblioteca paterna, poteva offrire la più avanzata ricerca del suo tempo.
La seconda parte scritta da Margherita Hack, comincia dove Leopardi finisce e si proietta sino a illustrare le prospettive aperte sul XXI secolo dalle straordinarie conquiste più recenti. Lo scienziato moderno “prende per mano” il geniale studioso giovinetto dallo studio di Recanati e, con lui, accompagna noi tutti lungo l’affascinante itinerario inconcluso sulle strade del firmamento, con un linguaggio che unisce precisione e chiarezza.




copertina 1233: The ALMA universe



1234: Arminio Nobile e la misura del cielo

La scienza è un’esaltante avventura che è costume raccontare attraverso le gesta del grandi. Esiste però un’altra storia, altrettanto avvincente ma con poca voce, scritta dai tanti gregari e potenziali campioni cui la sorte, spesso nemmeno troppo cieca, ha negato la gloria. Questo libro parla di uno di loro e del suo piccolo mondo sulla collina di Capodimonte, a Napoli. È la parabola di Arminio Nobile — personaggio notevole eppure poco noto dell’astronomia italiana — svolta sulla scena della nascente astrofisica, in una stagione di grandi transizioni per il Mezzogiorno.
Arminio, che era figlio di Giuseppina Guacci, figura di spicco della cultura pre-risorgimentale, e di un valente astronomo della Specola di Capodimonte, scelse di votarsi allo studio dei cielo. Osservatore instancabile, appassionato e genialoide, aveva le carte in regola e le motivazioni per “sfondare”, ma la fortuna non gli arrise: più volte si beffò di lui, spingendolo su vicoli ciechi che la sua testardaggine gli impedì di abbandonare. Così, quando la grande occasione gli si parò davanti, la riconobbe ma non seppe coglierla appieno, morendo “disperato” come il pucciniano amante di Tosca.

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1235: Birdwatching

Vi sarà sicuramente capitato — durante una passeggiata in campagna, al mare o in città — di alzare gli occhi al cielo e vedere uno stormo di uccelli volare in formazione compatta verso una meta sconosciuta. Oppure di osservare fra gli alberi dei vostro giardino un bellissimo esemplare di volatile o, ancora, di rimanere colpiti da un melodioso cinguettio che risuona nell’aria di primavera. Spesso la passione per il birdwatching nasce proprio così... Qui troverete, spiegate in modo semplice e chiaro, tutte le informazioni utili per praticare questo hobby, conoscere gli habitat in cui vivono i pennuti e le loro incredibili strategie per garantirsi la sopravvivenza.
E sarà facile scoprire che il mondo in cui si muovono è fatto di ambienti incontaminati, ma anche di una natura dove la presenza dell’uomo ha lasciato un indelebile segno.
Sarà solo l’inizio di un’affascinante avventura fatta di piccole e grandi scoperte!




1236: Viaggiando oltre il cielo

Ancora oggi che i nostri astronauti si alternano sulla Stazione Spaziale Internazionale e attraverso i social network ci arrivano quasi quotidianamente meravigliosi scatti della Terra vista dalle stelle, il cosmo continua a stupirci e farci sognare. Abbiamo appena iniziato a lambirne gli spazi sconfinati e più ci inoltriamo nella sua esplorazione — con sonde lanciate oltre i confini del nostro sistema solare, telescopi sempre più potenti e precisi, missioni sempre più avveniristiche —, più comprendiamo quanto profondo e intatto resti il suo mistero.
Umberto Guidoni, grande protagonista delle imprese spaziali e primo europeo ad aver messo piede sulla SSI, racconta la sua esperienza di astronauta con la freschezza di chi ha davvero toccato le stelle. Con storie di prima mano, aneddoti, curiosità e grande competenza scientifica, Guidoni ci spiega come si vive su una navetta spaziale, come nasce e muore un astro, ripercorre l’avvincente storia dell’esplorazione umana del cosmo e si spinge a tracciarne la possibile evoluzione futura. Sfogliare queste pagine significa imbarcarsi su un’astronave lanciata a gran velocità verso la più strabiliante e imponderabile delle avventure: lo Spazio infinito, le sue sfide, i suoi enigmi.

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1237: «La bellezza ch'io vidi …»
La Divina Commedia e i mosaici di Ravenna

Durante la sua permanenza a Ravenna il Sommo Poeta visitò certamente le splendide basiliche bizantine traendo ispirazione dai loro mosaici.
Fu Giovanni Pascoli a suggerire la rilevanza dell’arte di Ravenna come fonte ispiratrice dell’ultima cantica della Commedia.
Dante è un attento osservatore di ogni forma d’arte, disegnatore lui stesso e necessariamente sensibile rispetto a quel ricco repertorio di immagini fortemente evocative, che per lui ebbero la medesima influenza di una fonte scritta. A Ravenna il poeta esule non trovò soltanto un rifugio tranquillo. Nelle basiliche del V e VI secolo, che si elevavano ancora nobili e preziose, splendevano mosaici dal forte contenuto simbolico. Erano immagini concise e luminose, smaterializzate e prive di tutti quegli elementi sensuali che potevano in qualche maniera ostacolare l’espressione della trascendenza e della spiritualità.
Questa mostra (2018, 2019) aiuta a comprendere come quell’universo di simboli e trionfi, occultato dall’umile mattone dei monumenti di Ravenna, occupi un ruolo non episodico ma sostanziale nella Commedia come fonte ispiratrice di immagini sublimi dal Paradiso terrestre sino all’Empireo.




1238: Astronomia: Almanacco 2016 copertina



copertina 1239: Dal pallottoliere alla rivoluzione digitale
algoritmi e informatica



1240: Dante e le stelle

La poesia di Dante è trapunta di stelle. Il suo sguardo verso il cielo non è però soltanto quello di un poeta, ma è anche quello di un appassionato di astronomia, una delle discipline più alte nell’assiologia scientifica medievale. Un astrofisico e un umanista dialogano intorno alle immagini stellari nella poesia dantesca, che ancora oggi coinvolgono e appassionano i lettori, sebbene il sistema scientifico di riferimento sia totalmente mutato.

Attilio Ferrari , professore emerito dell’Università di Torino, Socio dell’Accademia delle Scienze di Torino, ha svolto ricerche in Italia e all’estero sulla fisica delle galassie e sui fenomeni cosmici di alta energia.
Donato Pirovano, professore di Filologia e critica dantesca nell’Università di Torino, si è variamente occupato di Dante e di poesia italiana delle origini.

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