copertina

1251: Il movimento planetario: Keplero

Johannes Kepler (in italiano, Keplero) è una figura molto enigmatica. Siamo infatti in grado di capire quello che ha fatto, ma è difficile comprendere come abbia potuto farlo.
Il suo lavoro suscita stupore, ammirazione, persino venerazione e, allo stesso tempo, vergogna e scandalo. Egli eresse i pilastri della fisica moderna ma, paradossalmente, lo fece partendo dalle fondamenta di una mentalità medievale. Insieme a grandi dimostrazioni, nei suoi testi compaiono pensieri di un ingenuità incomprensibile.
In molti dei suoi libri, note della sua vita personale, slanci mistici, fioriture stilistiche e orazioni religiose coesistono con teoremi precisi, tabelle scrupolose, leggi corrette, errori riconosciuti e argomenti obiettivi. A volte persino nella stessa pagina è riscontrabile questo miscuglio di elementi tanto disparati che, nonostante tutto, formano un insieme coerente nella mente di Keplero.




1252: Sulle mappe
il mondo come lo disegniamo

Le mappe, è indiscutibile, non sono solo indispensabili ma hanno gran fascino. Ci permettono di orientarci, e questo non è poco, ma ci restituiscono anche una visione del mondo, la visione di chi le ha ideate. Infatti non sono il mondo, bensì una sua rappresentazione, quindi possono solo descrivere, in modo semplificato, lo spazio.
Per capire fino in fondo la loro utilità, bisogna fare lo sforzo di immaginarsi cosa doveva essere viaggiare o progettare un viaggio quando non esistevano: dell’estensione del mondo e della sua forma non vi era alcuna idea, ogni passo era fatto verso l’ignoto. E i luoghi raggiunti non avevano un nome.
Questo libro, corredato di un ricco apparato iconografico, ricostruisce la storia delle mappe: quando sono nate e perché, come si sono evolute, come sono state disegnate. Dai Greci fino a Google Maps passando per il navigatore satellitare, un libro pieno di storie che vi lasceranno incantati: esploratori, disegnatori, viaggiatori, cartografi, monaci, mercanti, inventori e filosofi che hanno creato una rappresentazione del mondo perché noi potessimo amarlo e conoscerlo, per poi desiderare di percorrerlo. O anche solo immaginarlo dalla poltrona del nostro salotto.




copertina

1253: Almanacco astronomico
per l'anno duemiladiciassette

In formato A5, contiene le effemeridi del Sole, della Luna e dei pianeti del sistema solare calcolate per Ravenna e le previsioni di marea a Porto Corsini.

Contiene l'articolo: E quel giorno la terra si trovò con due lune: i sessant’anni dello Sputnik di Franco Gàbici.




1254: Astronomia: Almanacco 2018 copertina



copertina

1255: Atlante astronomico della Divina Commedia

Affrontare la Divina Commedia nelle sue parti astronomiche non è un compito semplice. Da un lato per l’oggettiva difficoltà di molti passaggi del testo, dall’altro per i concetti astronomici espressi, che non sono affatto banali. Non da ultimo, chi si accinge a questo tentativo, si trova di fronte diverse interpretazioni di autorevoli dantisti, che però il più delle volte non hanno una specifica preparazione astronomica. O che si rivolgono a un pubblico che a sua volta non ha competenze approfondite in materia.
Questo libro ha alle spalle un intenso lavoro di analisi delle fonti, che nella mani di un fisico, esperto di divulgazione scientifica, si traduce in un’opera estremamente chiara e documentata. Il pregio principale del volume è di rendere accessibile in modo lucido, a un pubblico vasto, il patrimonio di conoscenze astronomiche che è presente nella Commedia. D’altra parte, Dante conosceva bene l’astronomia (e non solo questa), a un livello che oggi potremmo definire “professionale”. È una delle mille scoperte che si fanno leggendo con attenzione la produzione dantesca.




1256: C'era una Volta Celeste
storie del firmamento
copertina



copertina 1257: Methanol masers reveal the magnetic field of a high mass protostar



1258: Nasa - A human Adventure copertina



copertina

1259: Neurobiologia del tempo

Il tempo è nel mondo e nelle cose che percepiamo nel loro scorrere o è dentro di
noi? Oppure, come sostengono i fisici da Einstein in poi, il tempo è un’illusione ostinata e noi capiremo il mondo solo quando riusciremo a considerarlo senza tempo? I fisici lo negano senza aver mai
considerato i dati che lo confermano. Dalla metà del XIX secolo le neuroscienze cognitive studiano i meccanismi del senso del tempo.
In questo libro si descrivono le ricerche e i dati che portano a sostenere che il senso del tempo esiste in quanto evento biologico di meccanismi nervosi. Il
tempo è reale, come il linguaggio e il senso dello spazio, anch’essi prodotti dal cervello. A conferma della sua realtà, i biologi hanno scoperto che tutti gli esseri viventi dotati di sistema nervoso, anche semplice, hanno il senso del tempo. Esso è affine al nostro, evoluto per selezione naturale. La natura cerebrale del senso del tempo è confermata dalla sua alterazione, fino alla scomparsa, a causa di lesioni del cervello, di cui si portano diversi esempi.




1260: Occhi sull'universo

La pupilla dei nostro occhio, dopo essersi abituata al buio, raggiunge un diametro massimo di 7 millimetri. Il miglior cannocchiale di Galileo aveva un obiettivo di 3,7 centimetri ma diaframmato a 2 per attenuare le aberrazioni. Lo specchio a tasselli esagonali (798 da 1,4 metri ciascuno) del telescopio europeo che nel 2024 sarà il più grande del mondo misurerà 39 metri di diametro. Una apertura maggiore significa raccogliere più luce quindi più informazioni sugli oggetti celesti che stiamo osservando
Questo “Quaderno” si apre con uno sguardo a E-Elt, (European Extremely Large Telescope) da 39 metri e ad altri colossali strumenti in via di realizzazione. Ma la parte più consistente è dedicata agli Osservatori professionali del nostro Paese e pone il problema della destinazione degli strumenti non più utilizzati.

copertina



*

  home page ARAR Biblioteca   E-mail Il Planetario Il Comune di Ravenna