copertina 181: L'Astronomia - annata 1993



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copertina 183: Elementi di tecnica radioastronomica
In una notte d’estate dei 1960 vidi per la prima volta una radiosorgente. Il pennino del registratore cominciò a scuotersi verso l’alto, poi partì quasi all’improvviso, disegnò una bella traccia a campana, tornò indietro. In quel momento la radiosorgente Cygnus A era passata sopra di me, proprio sopra di me, a milioni di anni luce di distanza. Il nostro primo radiotelescopio era modesto ma era anche molto ambizioso. Fabbricato con le striscie di ferro che si usano di solito per fare gli scaffali, con dei motorini che si inceppavano sempre, con del filo di ferro zincato, con tanta pazienza, tante speranze, tante arrabbiature. L’avevamo fatto quasi da soli, noi tre che ancora oggi ci sentiamo i tre “fondatori”. Alessandro con la sua inventiva e il suo caratteraccio, il Sini, burocraticamente chiamato ing. Gianfranco Sinigaglia, io. Da allora sono passati quasi diciassette anni, i tre “fondatori” sono diventati adulti, importanti, forse un po’ vecchi; il Cygnus A continua a passare tutti i giorni sopra di noi a milioni di anni luce di altezza, ma per noi è diventato ormai una stella come tutte le altre, persa e solitaria negli abissi dei cielo.
Questa prefazione, come le altre, vorrebbe far credere di essere cosa seria, con accenni abili ai punti migliori del libro ed altrettanto abili silenzi sui punti peggiori. Ma questo libro è di Gianfranco detto Sini. L’occasione al ritorno della memoria è troppo forte. E di tutta una vita che non ho rifiutato, tra i mille ricordi che ancora mi fanno esistere c’è anche il fischio del vento tra i fili di ferro zincato nella notte in cui vedemmo passare la nostra prima radiosorgente. [Marcello Ceccarelli]



184: Guida delle stelle e dei pianeti

Il volume si articola in due parti: la prima è una guida al cielo notturno. attraverso 138 carte e mappe celesti che mostrano quello che si può vedere nei due emisferi ogni mese e la struttura dettagliata delle varie costellazioni e dei loro dintorni (con registrazione di tutte le stelle fino alla grandezza 5,5 e in alcuni casi anche di stelle interessanti di grandezza inferiore).
Complessivamente, le carte mostrano circa 3.000 stelle. visibili a occhio nudo e con mezzi ottici di potenza limitata, accessibili anche agli astronomi dilettanti.
Ogn i elemento di questo cospicuo atlante stellare accompagnato, a fronte, da un chiaro e preciso testo descrittivo.
La seconda parte, a sua volta ampiamente illustrata con fotografie a colori e in bianco e nero, riassume le conoscenze attuali sui pianeti, sugli altri corpi, del sistema solare e sulle stelle, consolidando risultati delle esplorazioni spaziali degli ultimi anni
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185: AlLa soglia dello spazio

Il volume è dedicato a quella zona dell'alta atmosfera, cioè la vastissima regione che comincia a circa 10.000 metri di altezza, dove cessa la nostra familiare atmosfera, sede dei comuni fenomeni meteorologici, e di lì si estende per centinaia di chilometri, sfumando gradualmente nello spazio interplanetario.
In questa regione la composizione dell’atmosfera, la sua densità, la temperatura, e altre proprietà fisiche sono completamente diverse da quelle per noi consuete. In questa regione rientra la ionosfera, che tanta importanza ha nelle radiocomunicazioni; qui si accendono le luci delle aurore boreali, soffiano venti intensi dovuti a un fenomeno simile alle maree oceaniche; ai confini di queste regioni soffia il “vento solare”, corrente di particelle elettrizzate, e si incontrano le “fasce di Van Allen”. Nel presentare questo insolito mondo il libro spiega con quali strumenti esso viene esplorato osservazioni da terra, radar, palloni, razzi, nubi artificiali di sodio, satelliti, ecc. e illustra l’interesse pratico che possono avere queste ricerche.




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186: La conquista del tempo e dello spazio



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187: Nove strade per la Luna

Nella nostra epoca, dove l’astronomia stupisce per i corpi celesti esotici come i quasar, le pulsar e i buchi neri, l’astro che rimane di gran lunga più facilmente accessibile e la nostra cara vecchia Luna. La visione del nostro satellite costituisce un passatempo avvincente anche se intrapreso con mezzi modesti. Il sorgere ed il tramontare del Soie sugli anelli montuosi dei crateri o il dilatarsi ed il restringersi delle ombre nei circhi e intorno alle catene montuose, rappresentano uno spettacolo davvero indimenticabile.
Ma questo globo, dove gli astronauti si posarono per la prima volta ii 21 luglio 1969, cela ancora parecchi segreti. Molti fenomeni, genericamente catalogati come TPL, non hanno ancora ricevuto una spiegazione scientifica soddisfacente. In gran parte destituite di fondamenti scientifici sono invece certe credenze popolari, come quella che attribuisce alia Luna la capacità di rasserenare o comunque sfoltire di nubi un cielo che ne è ingombro. Su altre permangono invece dati contrastanti (tipo taglio di capelli, imbottigliamento del vino, ecc.), mentre nessuno, ovviamente, ne discute gli effetti mareali.
Molti di questi aspetti sono ampiamente trattati in questa pregevole ed interessante monografia dove professor Cossard riassume le nostre principali conoscenze sull’unico, grande satellite naturale della Terra.




188: Sulla Luna 25 anni dopo, la notte della Luna

Abbiamo voluto realizzare, in occasione del venticinquesimo anno dallo sbarco, una pubblicazione che, al di là del documento storico, ricordasse quegli intensissimi momenti per consentire di rivivere le emozioni che ci hanno tenuto con il fiato sospeso all’epoca.
Negli Stati Uniti era ancora il 20 luglio, da noi era già l’alba del 21 quando Neil Armstrong pose piede sui suolo lunare, si staccò dal mezzo che lo aveva portato fin là e si mosse senza vincoli, pronunciando la storica frase “un piccolo passo per un uomo, un grosso salto per l’umanità”. Ma l’impresa era compiuta già da alcune ore, quando il LEM si era posato dolcemente in un punto del Mare della Tranquillità. E, nello stesso tempo, l’impresa era ancora da compiere, perché dopo esser scesi sulla luna ed avere spento i motori era ancora più importante riaccendere i propulsori e risalire, per ricongiungersi al mezzo nel quale Aldrin aspettava Armstrong e Collins per ritornare insieme a casa. Non vogliamo neppure pensare a cosa sarebbe stato se i motori non si fossero riaccesi, se oggi parlassimo di tre martiri anziché di tre eroi.
Ma... tutti avremmo voluto essere al loro posto. Tutti vorremmo poter ricordare e raccontare di aver vissuto in prima persona quei momenti, di essere stati lassù, di aver avuto la sensazione di affacciarci da quell’oblò per osservare la terra dall’alto. [Marco Marinacci]

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189: Annuario della Specola Cidnea “Angelo Ferretti Torricelli” per l'anno 1994

In questo XLII numero compare un articolo sulle galassie redatto dalla dr. Monica Sperandio, vincitrice della prima edizione del Premio per tesi di laurea in astronomia e astrofisica. In appendice a questa edizione compare inoltre un elenco di segnalazioni bibliografiche, redatto da Ismaele Pedrini, relativo ad articoli sulla planetologia recentemente pubblicati su periodici italiani ed esteri. L’originaria impostazione dell’Annuario è garantita dalle pagine contenenti le ricorrenze astronomiche e da quelle con le effemeridi lunari, dove sono anche indicate le posizioni del nostro satellite, sera dopo sera, rispetto alle stelle. Le note astronomiche di questa edizione sono dedicate alla navigazione, a cura di Remo C. Grillo, responsabile della Scuola di astronomia nautica di Brescia e alle sorgenti di energia nelle stelle nella fase di sequenza principale, a cura cli Mirco Antiga, docente del Liceo scientifico “Bagatta “ di Desenzano. Il capitolo sulle “Attività astronomiche”, che riepiloga le iniziative bresciane dello scorso anno e quelle riguardanti il settore dei planetari, termina con una esauriente descrizione dei luoghi e delle attività bresciane in campo astronomico. L’inserto fotografico contiene le immagini di alcune opere che hanno preso parte alla terza edizione del concorso internazionale “Le ombre del tempo” per autori di quadranti solari.




190: Galilei e Copernico. Alle origini dei pensiero scientifico moderno

Le relazioni presentate in questo libro sono state tenute nel II Seminario di Studi, svoltosi a Palazzo Cesi di Acquasparta dal 3 al 5 ottobre 1986. Tali relazioni sono state già pubblicate nella rivista “Nuova civiltà delle macchine” (V, 1987, n. 2, pp. 1-96). Si è ritenuto comunque opportuno ripubblicarle nella collana che conterrà anche gli atti dei seminari successivi per una questione di completezza e per comodità degli studiosi e dei ricercatori.
Dopo aver esaminato la figura di Federico Cesi e aver cercato di cogliere il senso della sua avventura intellettuale, l’interesse si sposta su Copernico e Galileo, non a torto considerati, in astronomia e in fisica, i padri della rivoluzione scientifica moderna. Non vi è la minima presunzione di esaurire la tematica, vasta e complessa, della caratterizzazione della scienza moderna, quale emerge dalla loro opera; attraverso le loro posizioni, gli intrinseci legami teorici che le connettono, si è cercato tuttavia di cogliere alcune linee fondamentali di quella svolta essenziale nella ricerca scientifica che, tra i secoli XVI e XVII, ha portato dal geostaticismo tolemaico all’eliostaticismo copernicano, dalla vecchia fisica aristotelica alla nuova fisica galileiana, cartesiana e newtoniana.

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