copertina 281: L'Astronomia - annata 1998



282: Coelum - annata 1972 - vol.XL copertina



copertina 283: Coelum - annata 1973 - vol.XLI



284: Coelum - annata 1976 - vol.XLIV copertina



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285: Universi paralleli

La teoria degli universi paralleli, concepita dai fisici nel tumultuoso periodo che va dagli anni Cinquanta agli anni Sessanta, postula l’esistenza di mondi connessi o correlati al nostro, intuibili dai nostri sensi affinati dalla tecnologia. Un universo parallelo è una regione di spazio e tempo contenente materia, galassie, stelle, pianeti e creature viventi che potrebbero addirittura essere una nostra copia.
Per capire come mai gli scienziati stiano ancora considerando la questione degli universi paralleli come la soluzione a molti interrogativi e problemi inerenti a una vasta area di pensiero, e per stabilire con certezza se esistono davvero universi paralleli al nostro e se questi occupano in modo speculare il nostro stesso spazio fisico, è necessario esaminare idee nuove e stimolanti nell’ambito di argomenti quali: la relatività, la cosmologia, la concezione dei tempo e dello spazio.
Sono questi gli argomenti trattati da Fred Wolf il quale ci dimostra con intelligenza e ironia che i fatti scientifici possono essere più strani della fantascienza.




286: La cosmologia nella storia

Questo libro intende mostrare come la scienza fisico-astronomica ha oggi conseguito una visione cosmica complessa e generale formatasi quale risultato dell’elaborazione deli edificio conoscitivo umano nei secoli. L’Autore, uno dei principali astronomi che hanno contribuito a introdurre in Italia le ricerche di astrofisica, mostra come il sapere sia pervenuto nella storia, intrecciando i guadagni della scienza, della filosofia e della fede, ad intuire il “senso cosmico” dell’essere e della vita; un percorso che muove dalle prime manifestazioni religiose, poi razionali, cimentatasi con le apparenze fenomenologiche analizzate sempre più criticamente fino ad individuarvi gli elementi fermi e precisi che hanno rappresentato i cardini su cui costruire un modello interpretativo astratto, ma non per questo meno corrispondente alla realtà, che ha permesso lo svilupparsi dei pensiero filosofico occidentale.
In questo processo di riflessione l’umanità ha elaborato varie metodologie che si sono alternate nella ricerca di quella più adatta che il libro segue passo passo; l’uso del telescopio e soprattutto gli esiti della scienza negli ultimi due secoli, attingendo alla fisica teorica e sperimentale, alla chimica e alla biologia, all’astronomia e all’astrofisica, ha consentito di stabilire la possibilità di una conoscenza chiara e valida, vista come un meraviglioso sbocciare dal processo deli evoluzione cosmologica generale.

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287: Astronomia: almanacco 2000 (UAI)

La XXI edizione per la prima volta andrà in edicola, senza il supporto di una testata commerciale. Come sempre contiene i dati necessari a localizzare in cielo e a pianificare l’osservazione amatoriale dei Sole, della Luna, delle eclissi e delle occultazioni, dei pianeti, dei satelliti, degli asteroidi, delle comete, delle stelle doppie, dei principali sciami meteorici, delle stelle variabili, insomma di tutte le categorie di oggetti astronomici che sono oggetto di programmi specifici di osservazione da parte degli astrofili aderenti alle Sezioni di Ricerca UAI. I dati sono organizzati in una forma soprattutto utile e sintetica, e sono preceduti da estese parti introduttive arricchite da elementi di carattere storico e generale che possono aiutare anche il neofita a utilizzare con una certa immediatezza questo strumento di lavoro; i termini in neretto contenuti nelle parti introduttive alle varie sezioni sono definiti nel glossario posto alla fine del volume. Sono state inserite, come già lo scorso anno, delle parti dedicate all’astrofilo generico o a chi inizia a percorrere la strada dell’osservazione celeste. Così, accanto al prontuario contenente varie informazioni, e al glossario, vi sono nuovi e più leggibili grafici dei fenomeni celesti, un’esauriente carta lunare, i grafici delle configurazioni dei satelliti principali di Giove e Saturno, un introduzione al fenomeno dell’inquinamento luminoso. Inoltre la sezione dedicata ai quadranti solari è stata ampliata.




288: Il sistema solare

Ci troviamo in un momento del tutto privilegiato nello sviluppo dell’esplorazione del nostro sistema planetario. I grandi progetti del passato, che ci hanno elargito una gran messe di dati, sono stati ormai estesamente elaborati e discussi e hanno finalmente permesso ai ricercatori di mettere a punto nuove tecniche di analisi.
Questo vastissimo lavoro è stato reso possibile anche e soprattutto dall’enorme potenza di calcolo messa a disposizione degli sperimentatori dagli sviluppi dell’informatica di questi ultimi anni.

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289: Almanacco astronomico per l'anno 1996 (Planetario di Ravenna)

Anche per il 1996 il Planetario di Ravenna e l’Associazione Ravennate Astrofili “de Rheyta” propongono un almanacco astronomico in formato A4, calcolato per la posizione geografica del Planetario di Ravenna.
Con questi dati sarà possibile conoscere l’esatto sorgere, culminare e tramontare del Sole e dei nove pianeti. Nelle notti serene si potrà così identificare in cielo questi fratelli e compagni della Terra.




290: Fenomeni quantistici

Se nel calendario dell’ultimo secolo volessimo appuntare una bandierina per ogni nuovo fenomeno quantistico individuato dovremmo affollare il calendario di bandierine. Già nei primi decenni del secolo si erano accumulate evidenze empiriche di fenomeni non comprensibili nell’ambito della fisica classica di allora.
Si pensi, ad esempio, all’effetto fotoelettrico con la sua evidenza di un trasferimento discontinuo, o “quantizzato”, di energia da un’onda luminosa agli elettroni fotoemessi. O si pensi alle proprietà d’irraggiamento elettromagnetico da parte di corpi caldi, più specificamente al cosiddetto irraggiamento da “corpo nero”, con la sua relazione tra intensità e lunghezza d’onda della radiazione emessa non comprensibile nel quadro classico. O alla stessa struttura atomica emersa dagli esperimenti di Rutherford nel secondo decennio del secolo, con l’evidenza di orbite degli elettroni che classicamente non potrebbero essere stazionarie.

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