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291: Newton

Isaac Newton occupa una posizione di grande rilievo nella storia della scienza e della cultura in generale. Il suo nome è associato a una grande quantità di leggi e teorie ancora oggi insegnate. Si parla così di dinamica newtoniana, di leggi newtoniane del moto, di teoria della gravitazione newtoniana. Più in generale ci si riferisce al newtonianesimo come a una concezione del mondo che ha influenzato la cultura europea per tutto il Settecento. Chi era Newton? Quali erano la sua formazione, i suoi ideali, i suoi metodi di ricerca, le sue tecniche di dimostrazione?
Il testo si propone di fornire una risposta a queste domande. Utilizzando le più recenti ricerche condotte dagli storici della scienza, s’incontrerà un Newton spesso diverso dall’immagine stereotipata impostasi nel corso dei secoli. Un filosofo della natura che utilizza metodi matematici ed enuncia leggi del moto diverse da quelle che compaiono sui nostri manuali. Un uomo tormentato da questioni di carattere teologico, che indaga i segreti della materia appoggiandosi ai testi di alchimia e di magia naturale, che ingaggia polemiche violente contro i grandi del suo tempo, soprattutto Cartesio e Leibniz. Il miglior modo per avvicinarci a un grande della scienza è seguire il cammino tormentato e avventuroso che porta alla scoperta di nuove verità sul mondo. [Niccolò Guicciardini]




292: copertina



copertina 293: Coelum - annata 1969 - vol.XXXVII



294: Coelum - annata 1970 - vol.XXXVIII copertina



copertina 295: Coelum - annata 1971 - vol.XXXIX



296: Almanacco astronomico per l'anno bisestile 2000

Oltre alle tavole con le effemeridi del Sole, della Luna e dei pianeti del sistema solare il volume contiene una serie di articoli:
- “Considerazioni sull'inizio del terzo millennio” di Fraco Gàbici;
-, “Allineamento di pianeti: catastrofe o allarmismo?” di Claudio Zellermayer.

Nella sezione “Almanacco ravennate” tre saggi, difficilmente reperibili di Santi Muratori (1874 - 1943):
- “Lo stemma di Ravenna” (1928);
- “Cittadinanze onorarie ravennati” (1927);
- “Silvio Bernicoli” (1936).

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297: Cento miliardi di stelle

Con questo libro Mario Rigutti propone uno schema diverso di esposizione cercando di coinvolgere il lettore non già, come vuole la tradizione, quasi esclusivamente sul piano emozionale, ma fornendogli continuamente, attraverso tutte le pagine dei volume, spunti per la riflessione e per la critica, cioè per la comprensione. Con linguaggio chiaro, rapido e brillante punta all’essenziale, trascurando particolari che, appesantendo la lettura, potrebbero distrarre il lettore e confondergli le idee.
Ne è venuta un’opera nuova, lontana da schematismi accademici, preoccupata soprattutto di essere strumento di conoscenza, cioè di effettivo possesso di ciò
che vi è di veramente importante nella scienza in generale e nell’astronomia in particolare. E si sente, ovunque nel libro, che per Rigutti la scienza è anche affermazione dell’uomo, della sua storia, dei suoi valori, primo fra tutti la libertà.




298: Lavoisier

L’intendimento del presente volume è innanzi tutto quello di colmare una lacuna. Fatta eccezione per un breve profilo di Lavoisier, pubblicato da Aldo Mieli nel 1916, non esistono in lingua italiana biografie del chimico francese. Esistono invece numerosi studi, citati nella bibliografia conclusiva, che hanno approfondito in modo originale aspetti specifici dell’opera chimica di Lavoisier, offrendo agli storici della scienza contributi di grande rilievo scientifico e interpretativo.
Pur tenendo conto di questi studi, ho cercato di offrire al lettore un’introduzione all’opera scientifica di Lavoisier, tralasciando quegli aspetti che, vuoi per il loro carattere tecnico, vuol per la loro complessità, avrebbero inevitabilmente appesantito l’esposizione delle fasi essenziali della carriera scientifica del chimico francese. Per giungere a questo risultato, è stato dunque necessario concentrare l’attenzione sui contributi di Lavoisier alla chimica e alla fisica, lasciando sullo sfondo i suoi interessi per la geologia, l’economia e l’amministrazione pubblica. Nonostante questo approccio selettivo, non sarebbe stato possibile trascurare il legame tra le idee scientifiche di Lavoisier e il contesto culturale dal quale emersero. [Marco Beretta]

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