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511: Guida dell'universo

Dalla punta della nostra matita fino agli estremi confini dei cielo: dal giorno in cui l’energia cominciò a raccogliersi per formare, la materia, le stelle, il Sole, la Terra, fino al giorno in cui essa sì sarà di nuovo consumata, dissolta e sprigionata per i cieli sotto forma di altra energia, è qui esposto il rapporto via via più intimo tra l’uomo e la natura, attraverso la scienza, in una sintesi che mira all’essenziale,




512: Le stelle di Miss Leavitt

Nel primo Novecento i computer dell'Università di Harvard erano donne pagate 25 cents l'ora per catalogare i cambiamenti delle posizioni delle stelle fotografate dai telescopi. In un periodo storico in cui la carriera scientifica era di fatto preclusa al genere femminile, un astronoma quasi dimenticata dalla storia, Henrietta Swan Leavitt, in lotta per tutta la vita contro una salute precaria, definì una nuova legge fisica che avrebbe cambiato per sempre il campo della cosmologia: la relazione riscontrata tra le dimensioni e la luminosità delle stelle variabili giganti permise di stabilire un metodo - utilizzato ancora oggi - per misurare le distanze tra le galassie.
Con questa geniale intuizione la Leavitt sconfisse l'idea dominante dell'epoca che l'universo fosse limitato alla Via Lattea. Con “Le stelle di Miss Leavitt” George Johnson ci regala il ritratto brillante e a tratti quasi romantico di una donna capace di aprire gli occhi della fisica alla vastità incalcolabile dell'universo, ma anche afflitta da una tragedia quotidiana che sconvolse la sua vita. Un racconto avvincente di come sia possibile "misurare" l'universo e, allo stesso tempo, la storia commovente di un genio dimenticato.

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513: Pianeti

Non è difficile cedere al fascino dei pianeti, di questi mondi così diversi dalla Terra eppure suoi fratelli. Basta puntare un piccolo telescopio amatoriale su Saturno e vedere con i propri occhi l'immagine tremolante dei suoi anelli o seguire le moderne odissee delle sonde spaziali che ce ne svelano gli incredibili paesaggi. Ma a chi voglia innamorarsene davvero, a chi voglia vivere un'avventura di passione e conoscenza esplorando il sistema solare, scoprire l'origine dei pianeti, i loro misteri e la storia degli uomini e delle donne che ce li hanno svelati, Dava Sobel offre con questo suo nuovo libro una guida indispensabile e aggiornata, dove il rigore scientifico si accompagna a una brillante prosa letteraria.
Non solo l'autrice associa a ogni pianeta un tema differente -la mitologia a Mercurio, la bellezza a Venere, la geografia alla Terra, la fantascienza a Marte, l'astrologia a Giove e così via - ma ricorre anche ad artifici narrativi sempre brillanti e originali. È attraverso un'ipotetica lettera scritta a Maria Mitchell, un'astronoma americana dell'Ottocento, per esempio, che la Sobel ci introduce ai mondi remoti di Urano e Nettuno e al lavoro spesso oscuro degli scienziati che studiano il cielo.
E a raccontarci la storia di Marte è una meteorite caduta sulla Terra dal pianeta rosso portando forse con sé tracce di vita extraterrestre. Dalla nostra familiare Luna a Titano, fino ai pianeti extrasolari scoperti negli ultimi anni, Dava Sobel apre gli orizzonti di nuovi mondi, alla scoperta dei corpi celesti che hanno catturato l'attenzione e scatenato l'immaginazione dell'uorno dal momento che ha alzato il suo primo sguardo alla volta stellata.




514: Buchi neri evanescenti

Con una nota di Margherita Hack.
Nell'estate 2004, il grande astrofisico Stephen Hawking chiede di partecipare alla conferenza di Dublino. Dichiara di aver perso la scommessa formulata negli anni Settanta, contro John Preskill.
Il mondo freme, ma chi veramente capisce di che si tratta?
Monica Colpi ci spiega questo straordinario evento che pone in una nuova prospettiva il problema dei buchi neri e della loro memoria, di quello che tornano a raccontare di sé e quel che svanisce per sempre.
Monica Colpi Rovereto 1951 è Professore Associato di Fisica Stellare e Astrofisica presso l'Università di Milano Bicocca.

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515: Le stelle variabili
Il presente volumetto raccoglie la serie di articoli sulle stelle variabili da me pubblicati nella Rivista Coelum tra il 1970 e il 1977. Ad essi, in sede di revisione bozze, ho apportato qualche modificazione e qualche aggiunta. Questo è infatti un campo, come tanti altri, in continuo e rapido progresso. Le teorie cambiano, spesso con disinvolta rapidità, le osservazioni restano, ma anch’esse sono suscettibili di diversa interpretazione via via che dati nuovi, e ottenuti con nuove tecniche, si aggiungono ai più vecchi. Oggi le variabili si studiano non solo con osservazioni ottiche o fotografiche, ma anche nel campo delle radioonde, dell’ultravioletto, dei raggi X e gamma. Alla base restano comunque le osservazioni, assidue e pazienti, effettuate dagli astrofili con mezzi spesso modestissimi e raccolte da organizzazioni nazionali o internazionali (come l’AAVSO americana) che le registrano e le forniscono a chi ne faccia richiesta. È qui che l’umile ma serio lavoro dell’astrofilo può diventare realmente prezioso. Gli astronomi che operano presso grandi Osservatori, per quanto attivi, non possono seguire migliaia di stelle. Essi si limitano ad approfondire casi particolari, a ottenere e interpretare gli spettri dì variabili peculiari, o di quelle che rappresentano intere classi, a studiarne, con speciali strumenti, le variazioni rapide o il comportamento nell’infrarosso o nell’ultravioletto. Il lettore troverà qui un quadro sintetico, ma speriamo abbastanza completo, di quanto oggi si sa sui principali tipi di stelle variabili. Non si è approfondita, volutamente, la parte teorica, che implica la conoscenza di matematiche superiori, non sempre alla portata di tutti. Una breve bibliografia alla fine metterà in condizione chi lo desideri di sviluppare ed estendere concetti qui appena sfiorati. [Leonida Rosino]




516: copertina



copertina 517: Almanacco astronomico 2006
almanacco faentino per astrofili dilettanti



518: Meridiane

In anni recenti si è riacceso l’interesse per argomenti legati all’astronomia degli antichi, e non è mancata una rinascita di curiosità verso gli strumenti che servivano per la misura del tempo, fino all’avvento di orologi meccanici affidabili. Così, in alcune regioni sono state catalogate le meridiane esistenti su palazzi, ville o chiese; qualche comune ha arricchito la piazza principale con un orologio solare di notevoli dimensioni e qualche associazione ha iniziato a predisporre cataloghi, via via estesi a territori sempre più vasti, di meridiane di tutti i generi. Naturalmente non sono mancati i libri, tecnici o divulgativi, sull’argomento, sono stati istituiti concorsi a premio fra gli ideatori e costruttori di nuove meridiane, e internet ha visto nascere siti di specialisti o di associazioni che trattano l’argomento.
Nei diversi capitoli di quest’opera, il lettore troverà tutti gli elementi per soddisfare la sua curiosità su questi aspetti del rinnovato interesse per la gnomonica.
In conclusione, il testo offre molte notizie sullo stato attuale della gnomonica e dei suoi cultori; ma nello stesso tempo sottolinea il concetto che l’ombra della meridiana deve farci sentire l’esistenza dei Sole, e deve spingerci a dilatare il nostro pensiero fino a comprendere tutte le stelle e l’universo. [Mario Cavedon]

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519: La guida del cielo

Questo è un libro di divulgazione scientifica molto particolare. Dà spazio alla fantasia, all’immaginazione e al piacere di chi lo sfoglia piuttosto che obbligare a seguire spiegazioni di complicati concetti o tecniche, o ad approfondire nei dettagli la storia che ha permesso all’uomo di arrivare sulla Luna, su Marte, su Saturno e oltre i confini dello spazio e dei tempo. Sono le immagini ad avere la “parte del leone”: storiche, esplicative, semplicemente stupefacenti, ci narrano di tempi passati, quando ancora si osservava a occhio nudo il cielo notturno invaso di stelle, ci parlano di sforzi tecnologici incredibili, della passione di generazioni di astronomi, di fisici e di chimici, dell’attività di migliaia e migliaia d’ingegni. E ci parlano anche della bellezza che ci circonda e che le luci delle nostre città cercano continuamente di oscurare.
Vedremo mondi lontani, dai colori forti. Grazie alla potenza degli strumenti montati sull’Hubble — ad esempio —, o dei grandissimi strumenti recentemente costruiti sui picchi inaccessibili e rarefatti della Terra, vedremo anche ciò che è invisibile ai nostri occhi. Senza paura di bruciarci la vista, grazie agli occhi artificiali di SOHO potremo seguire l’attività del Sole momento dopo momento, e grazie a quelli di Cassini—Huygens, potremo vedere i dettagli più segreti di Saturno e di Titano. E accelerando verso l’infinito, saremo trasportati negli immensi vortici di stelle che sfrecciano nello spazio a velocità inimmaginabili, e potremo ammirare luci, esplosioni, colori ed evanescenze provenienti da un passato remoto.
Sarà, per tutti, un’avventura intellettuale ed estetica, affascinante e coinvolgente, destinata a suscitare la meraviglia che prelude a ulteriori, più approfondite letture.




520: La scienza espresso

Una guida ironica, sagace, imprevedibile alla formazione di una biblioteca scientifica, una bussola per comprendere l’incessante e rapida evoluzione dei nostri saperi.
Matematico di calibro internazionale e intelligente divulgatore scientifico, Piergiorgio Odifreddi con l’impertinenza e il rigore che caratterizza il suo sguardo trasversale sul mondo raccoglie in questo volume cento recensioni, apparse per lo più su “L’Espresso”.
Non solo libri scientifici, ma anche biografie o romanzi sono dissezionati dalla penna tagliente di Odifreddi, che, con un talentuoso esercizio di sintesi, riesce a offrirci un giudizio sempre folgorante sul significato di un libro, sulla sua nota dominante e sui suoi inestricabili intrecci con la situazione sociale e politica del nostro paese.

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