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531: L'origine dei mondi

Del 1936 è la prima edizione, nel 1937 ebbe una ristampa e nel 1947 una nuova edizione con notevoli aggiornamenti, oltre a varie traduzioni. Qui sono qui tradotti i capitoli più importanti, costituisce il frutto del lavoro di divulgazione culturale alacremente svolto dall’Autore prima nell’Università Operaia e poi nell’Università Nuova di Parigi. Le successive aggiunte furono suggerite dalle discussioni che l’Autore ebbe, durante gli anni trascorsi in Germania, con i compagni di prigionia.
Lo studio dell’origine dei mondi investe numerose discipline, dalle matematiche alla chimica, dalla fisica alla geologia, ed è perpetuo oggetto di discussioni e d’ipotesi, che vanno facendosi sempre più numerose con il progredire della scienza e con il perfezionarsi dei mezzi d’indagine.
L’autore ha voluto tentare un’esposizione dì questa complessa materia dal punto di vista materialista dialettico e, com’egli stesso afferma, ha dovuto limitarsi «ad indicare in modo generale come la conoscenza del marxismo possa permettere allo scienziato di denunciare l’idealismo antiscientifico, che si nasconde dietro le numerose teorie moderne e che ne mina spesso te basi».




532: Il cielo di papà Marcel
manuale per un giovane astrofilo

Questo libro è la storia di una iniziazione. Non l’iniziazione ad un’arte magica né tantomeno ad un’esotica pratica pseudo-religiosa, ma l’iniziazione alla più completa, meravigliosa, entusiasmante, coinvolgente disciplina scientifica: l’Astronomia. Un ragazzo, Mario, è catturato dal fascino e dalla cultura di un vecchio montanaro, Marcel, che gli racconta le bellezze del cielo stellato. In un percorso classico ma sempre attuale, che parte dal Sistema Solare per giungere all’evoluzione stellare, Marcel spiega al ragazzo la complessità ma anche la naturale semplicità dell’Universo che ci circonda. Marcel, in questa immaginaria avventura, approfondisce poi alcuni interessanti temi collaterali, dalla fotografia astronomica all’origine della luce, dall’uso del computer alla radioastronomia, che tracciano un percorso non usuale e, come suol dirsi, trasversale in discipline e tecnologie collegate al filone d’interesse principale. [Emilio Sassone Corsi]




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533: Astronomia: almanacco 2007 (UAI)

L’almanacco dell’Unione Astrofili Italiani dell’anno 2007, giunto alla sua ventottesima edizione, proposto con la tradizionale suddivisione riguardo alle sezioni pianeti, occultazioni, meteore, comete, asteroidi e stelle variabili, ricalca la collaudata edizione degli ultimi anni.
Aspetti dettagliati su congiunzioni riguardanti Luna e pianeti sono trattati nelle rispettive sezioni. Inoltre riproponiamo anche quest’anno le principali costellazioni del cielo boreale con una suddivisione mensile.




534: Nuovo Orione

Annata rilegata della rivista, dal numero 104 (gennaio) al numero 115 (dicembre) 2001.

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535: Nuovo Orione

Annata rilegata della rivista, dal numero 116 (gennaio) al numero 127 (dicembre) 2002.




536: Nuovo Orione

Annata rilegata della rivista, dal numero 128 (gennaio) al numero 139 (dicembre) 2003.

I numeri dal 140 (2004) al 329 (ultimo pubblicato nel 2019) sono nei contenitori.

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537: Neurofisiologia della mente e della coscienza

Questo libro partecipa alla discussione sulle neuroscienze della mente e della coscienza con contributi di una studiosa di filosofia della conoscenza (Lanfredini), di due medici del sistema nervoso (Benini, Bassetti), di un neurofisiologo impegnato sul fronte avanzato della neurofisiologia sperimentale (Scanziani) e di uno specialista di scienze cognitive (Núñez). Le neuroscienze hanno chiarito veramente quanto lecita sia la loro metodologia se applicata allo studio della mente? È possibile capire con i suoi metodi come e perché il cervello umano abbia creato la matematica per capire il mondo (Nunez)? È possibile studiare sperimentalmente, e non solo psicologicamente, i sogni come un aspetto non trascurabile della nostra vita mentale (Bassetti)? Capire il linguaggio dei neuroni è sufficiente a spiegare perché ogni Io è diverso dall’altro (Scanziani)? Qual è il ruolo delle neuroscienze nella riflessione sul posto dell’uomo nella natura e sulla sua coscienza morale (Lanfredini, Benini)?




538: Astronomia con la webcam Guida pratica alla ripresa del cielo cob webcam e telecamere applicate al telescopio

La disponibilità di webcam e telecamere digitali a costi contenuti ha reso i dispositivi CCD alla portata di tutti, per consentire riprese impensabili fino a un decennio fa, anche con telescopi di modeste dimensioni e qualità.
Questo volume è una guida introduttiva.
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539: Luci dell'atmosfera

Guardando verso il cielo per osservare gli astri, può capitare di assistere involontariamente a fenomeni atmosferici con colorazioni in usuali, che possono lasciare l’osservatore ammaliato e incredulo. Corone, pareli, aloni, arcobaleni, glorie da sempre incuriosiscono i nostri sguardi, così come i miraggi incantano e alimentano la fantasia popolare. Saper riconoscere e fotografare questi spettacoli del cielo significa riuscire a cogliere “l’attimo fuggente” di un fenomeno che la natura concede raramente.
Il firmamento è una fonte d’ispirazione per tutta l’umanità, e pacifico quindi che i osservazione delle fotometeore, degli astri, dei fenomeni crepuscolari e delle aurore boreali rappresenti un elemento essenziale per la cultura scientifica.
Tuttavia, più velocemente di quanto crediamo, stiamo perdendo la capacità di osservarlo, di giorno o di notte che sia, semplicemente perché stiamo perdendo la sensibilità verso tali fenomeni!
Questo studio vuole essere uno strumento utile e semplice per poter inmortalare le fotometeore e i miraggi più conosciuti; contiene una serie di consigli e di accorgimenti pratici che un astrofilo dovrebbe considerare se volesse applicarsi in tale campo della fotografia utilizzando una reflex.




540: Luna
Un percorso di indagine tra testi e contesti

Ci sono ancora valide ricerche, oggi, da fare sulla Luna? Sì.
La prima riguarda l’individuazione di strutture di significato geologico (crateri, bacini da impatto, edifici vulcanici, catene montuose e singole montagne, faglie e così via) che sulla Terra sono coperte di vegetazione o sono state modificate dall’erosione eolica e meteorica. La seconda è lo studio di particolari lunari che, per il loro basso rilievo e la dolce pendenza dei loro versanti, si rendono visibili a un osservatore terrestre solo in condizioni di illuminazione radente. Nel 2004 dall’inglese British Astronomical Association (BAA) e dall’americana Association of Lunar and Planetary Observers (ALPO), è stata rilanciata la ricerca di sistemi di raggiere chiare, associate a crateri di formazione recente. Un’altra ricerca che attrae un astrofilo anziano, come me, consiste nel verificare condizioni osservative nelle quali, in passato, sono stati segnalati fenomeni che sono rimasti inspiegati: l’ombra a forma di uncino sul fondo di Plato, i cambiamenti di aspetto descritti per il craterino Linné e per altri piccoli crateri, il ponte di O’Neill e così via.
Una quinta, che richiede una camera CCD e un accuratissimo lavoro di standardizzazione dei filtri e di calibrazione delle immagini, è lo studio del colore del suolo lunare, che è in relazione con la sua composizione chimica. Una sesta consiste nel tentare la registrazione di flash che potrebbero essere causati dall’impatto di meteoriti sul suolo lunare.

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