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111: Coelum
vol. XLIX

Annata rilegata della rivista, dal numero 1-2 (gennaio-febbraio) al numero 11-12 (novembre-dicembre) 1981.




112: Coelum
vol. L

Annata rilegata della rivista, dal numero 1-2 (gennaio-febbraio) al numero 11-12 (novembre-dicembre) 1982.

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113: Coelum
vol. LI

Annata rilegata della rivista, dal numero 1-2 (gennaio-febbraio) al numero 11-12 (novembre-dicembre) 1983.




114: Coelum
vol. LII

Annata rilegata della rivista, dal numero 1-2 (gennaio-febbraio) al numero 6
(novembre-dicembre) 1984.

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115: Coelum
vol. LIII

Annata rilegata della rivista, dal numero 1 (gennaio-febbraio) al numero 6 (novembre-dicembre) 1985.




116: Coelum
vol. LIV

Annata rilegata della rivista, dal numero 1-2 (gennaio-febbraio) al numero 11-12 (novembre-dicembre) 1986.

La pubblicazione cessa le pubblicazioni

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117: I primi tre minuti

Quale fu l’origine dell’universo? Come si spiega la sua attuale fisionomia? Quale sarà, se ci sarà, la sua fine?
Questi sono gli interrogativi seducenti che tutti, almeno una volta, ci siamo posti e che fino a pochi anni fa non ricevevano risposta. Steven Weinberg, grazie ai recentissimi progressi della ricerca scientifica, è in grado di elaborare una serie di risposte; egli si immerge nel magma primordiale, ricostruisce i processi svoltisi nei primi tre minuti della storia dell’universo, ci presenta immagini esplosive, schiude inquietanti prospettive sul nostro futuro. Il suo discorso sembra aggirarsi, a tratti, in un territorio irreale, alla frontiera tra scienza e fantascienza. Eppure ogni conclusione è fondata su solidi presupposti.
Questo libro, scritto in un linguaggio il più possibile semplice, chiaro, essenziale, è destinato al profano ma appassionerà anche il competente. Qualunque sia il grado di preparazione, il lettore viene irresistibilmente coinvolto in un affascinante viaggio nel tempo e, addirittura, alle origini dei tempo.




118: Il cosmo

Una delle più grandi scoperte dei pensiero umano può essere considerata quella compiuta da Nicola Copernico (1473- 1543) quando, ai primi dei Cinquecento, suppose che la Terra è un pianeta come gli altri che ruota intorno al Sole, unico e vero perno centrale di tutto il sistema pianetario. Tale scoperta fu sviluppata in tutte le sue conseguenze da Isaac Newton (1642-1727). Newton mostrò che tutto il cielo, infinito, ubbidisce alle stesse leggi che valgono sulla Terra.
In quest’ultimo aspetto la scoperta ha diversi motivi che ne illustrano l’enorme portata. Prima di tutto dà una visione unitaria di tutto ciò che accade nel cosmo e sulla Terra. Secondariamente consente di studiare il cosmo attraverso l’osservazione di ciò che accade sulla Terra e, viceversa, di comprendere certi fenomeni che si manifestano sulla Terra attraverso ciò che accade nel cielo.
Come fece Newton a coronare in maniera così radicale la scoperta copernicana? E perché non lo fece per esempio Galileo Galilei (1564-1642) che pure aveva costruito il cannocchiale col quale aveva visto le stelle e aveva riconosciuto la loro somiglianza col nostro Sole?

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119: Breve guida alle osservazioni
(delle occultazioni della Luna)

La Luna, muovendosi attraverso il cielo, passa di fronte alle stelle lungo il suo cammino. Si può immaginare che essa produca un’ombra alla luce proveniente da ciascuna stella che nasconde. Se quest’ombra cade sulla Terra, si dice che la stella è occultata. Mentre l’ombra si muove a causa dei moto della Luna, sulla superficie della terra essa delimita una regione entro la quale è visibile l’occultazione. Laddove il bordo dell’ombra avanza la stella scompare al bordo della Luna. A nord o a sud di questa regione di visibilità dell’occultazione, la Luna sembra mancare la stella, passandole vicino. Vicino al limite nord e sud della regione si può assistere ad un’occultazione radente. Qui la stella è vista seguire una traiettoria tangente al bordo lunare con successive sparizioni e riapparizioni dietro le montagne e le valli del bordo.
Un’occultazione radente e uno spettacolo degno di essere visto: in nessun’altra circostanza, eccetto forse durante un’eclisse solare o lunare, il moto della Luna è così evidente.




120: L'Astronomia

Annata rilegata della rivista, dal numero 84 (gennaio) al numero 94bis (dicembre) 1989.

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